In sintesi:
Un socio può fare concorrenza alla società solo entro precisi limiti. Nelle società di persone (s.n.c., s.a.s.) vige il divieto dell’art. 2301 c.c.; nelle società di capitali (s.r.l., s.p.a.) il divieto scatta solo se previsto da statuto o patti. Se il socio ha aperto un’attività concorrente, storna clienti o dipendenti o usa il know-how aziendale, hai strumenti concreti: prove, diffida, azione per concorrenza sleale (art. 2598 c.c.), risarcimento ed eventuale esclusione.
Scoprire che un socio ha aperto un’attività concorrente è uno dei colpi più duri per un imprenditore: chi conosceva numeri, clienti e fornitori ora gioca contro di te, spesso usando ciò che ha imparato dentro la tua azienda. La legge distingue però tra ciò che il socio può legittimamente fare e ciò che integra concorrenza sleale — e nel secondo caso ti mette in mano rimedi efficaci. Vediamo, in concreto, cosa puoi fare.
Il socio può aprire un’attività concorrente?
La risposta dipende dalla forma della società e da cosa prevedono statuto e patti parasociali. Ma attenzione: anche dove il socio sarebbe libero di avviare una propria impresa, restano sempre illecite le condotte che superano la lecita concorrenza — lo storno di dipendenti, lo sviamento della clientela con mezzi scorretti e l’uso del know-how riservato. Sono atti di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 c.c.
Società di persone e società di capitali: due regimi diversi
Nelle società di persone (s.n.c., s.a.s.) l’art. 2301 c.c. impone un vero e proprio divieto di concorrenza: il socio non può esercitare, per conto proprio o altrui, un’attività concorrente né partecipare come socio illimitatamente responsabile a una società rivale. Trovi l’analisi completa in divieto di concorrenza del socio di s.n.c. e s.a.s.
Nelle società di capitali (s.r.l., s.p.a.) il codice non prevede un divieto generale a carico del socio: la tutela esiste solo se l’hai scritta prima, nello statuto o nei patti di cessione della quota. Approfondisci in divieto di concorrenza del socio di società di capitali.
LA GIURISPRUDENZA — Cass. civ. I, 30/05/2013 n. 13642 · Trib. Bologna Sez. Impresa, 21/01/2019 n. 172
Nelle società di persone l’art. 2301 c.c. vieta al socio di esercitare un’attività concorrente; nelle società di capitali, invece, non esiste un divieto generale a carico del socio: scatta solo se previsto dallo statuto o da un patto nell’atto di cessione della quota.
Cosa significa per te: il primo accertamento da fare è il tipo di società e cosa prevedono statuto e patti. È il punto di partenza della Fase di Chiarezza del Metodo CSA.
Come provare che il socio ti fa concorrenza sleale
L’onere della prova grava su chi agisce: per questo la raccolta degli elementi va impostata bene fin da subito. Sono utili, fra l’altro:
- clienti storici che migrano improvvisamente verso la nuova attività del socio;
- dipendenti che lo seguono in blocco (possibile storno);
- comunicazioni, e-mail, messaggi e materiale commerciale del socio;
- dati di fatturato e marginalità in calo correlati nel tempo;
- uso di listini, progetti, banche dati o know-how aziendale.
Sono ammesse anche le prove atipiche: documenti e indizi che, valutati insieme, ricostruiscono la condotta sleale.
La diffida al socio infedele
Una diffida ben costruita, inviata al momento giusto, fa due cose: cristallizza i fatti (data certa, contestazione puntuale) e spesso interrompe la condotta prima che il danno si consolidi. Va calibrata sulle prove già raccolte: una diffida generica e prematura avvisa solo il socio di coprire le tracce.
Risarcimento del danno ed esclusione del socio
Accertata la concorrenza sleale, puoi chiedere l’inibitoria (l’ordine di cessare la condotta) e il risarcimento del danno. Nelle società di persone, le condotte più gravi possono inoltre giustificare l’esclusione del socio. La strada esatta dipende dal tipo di società, dalle prove e dall’obiettivo (fermare, recuperare, separarsi): è una scelta strategica, non solo tecnica.
Cosa NON fare
- Non affrontare il socio “a voce” rivelando cosa sai: gli dai tempo di organizzarsi.
- Non aspettare sperando che si fermi: il danno e le prove che svaniscono lavorano contro di te.
- Non inviare diffide generiche scaricate da internet: rischiano di essere controproducenti.
- Non distruggere o “sistemare” documenti: la genuinità delle prove è decisiva.
Tempi e costi: da dove si parte
Il primo passo non è la causa: è capire se hai un caso e quanto è solido. La Fase di Chiarezza del Metodo CSA serve esattamente a questo — inquadrare la fattispecie, valutare le prove e definire la mossa giusta prima di muoverla. Da lì si decide se basta una diffida o se conviene l’azione giudiziale.
I primi passi (checklist)
- Metti per iscritto cronologia e fatti, senza alterare nulla.
- Raccogli e conserva prove (documenti, e-mail, dati di vendita).
- Verifica forma della società, statuto e patti parasociali.
- Non allertare il socio prima di avere un quadro.
- Fai valutare il caso prima di agire.
Domande frequenti
Il socio può aprire un’attività concorrente?
Dipende dal tipo di società: divieto ex art. 2301 c.c. nelle società di persone; nelle società di capitali solo se previsto da statuto o patti. Lo storno e lo sviamento restano sempre illeciti.
Come provo la concorrenza sleale del socio?
Con documenti, testimonianze, dati di fatturato, contatti deviati e comunicazioni del socio; sono ammesse anche prove atipiche.
Posso chiedere risarcimento ed esclusione?
Sì: inibitoria e risarcimento per concorrenza sleale e, nelle società di persone, l’esclusione del socio ricorrendone i presupposti.
Hai subito uno storno di dipendenti?
Nella Diagnosi Strategica C.S.A. (Fase C) verifichiamo se ci sono gli estremi dello storno illecito, quali prove reggono e come impostare diffida e risarcimento.
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📚 Approfondimento dell’autore in dottrina
Su questo tema l’Avv. Buccella ha pubblicato su IL CASO.it: «Il divieto di concorrenza dell’amministratore di s.r.l. tra art. 2390 c.c., art. 2475-ter c.c. e autonomia statutaria» (6 agosto 2026).