Esiste un timore silenzioso che paralizza i vertici aziendali di fronte alla tutela del know how, un furto di dati o di segreti industriali: il paradosso dell’esposizione. Molti imprenditori, pur consapevoli di aver subito una sottrazione di asset strategici (liste lead, processi produttivi, algoritmi), scelgono l’inerzia. La domanda è sempre la stessa: “Se andiamo in Tribunale, i nostri segreti finiranno negli atti e diventeranno accessibili proprio ai concorrenti che ci hanno tradito?”
1. Il Nodo: La vulnerabilità della Discovery
Il rischio di trovarsi “nudi” davanti al mercato durante un processo per la tutela del know how è reale se la difesa non è guidata da una visione strategica. Spesso, la fase di produzione documentale (Discovery) viene percepita come un’arma a doppio taglio. Tuttavia, il Codice della Proprietà Industriale offre uno scudo specifico, troppo spesso ignorato: l’ordinanza di segretazione.
A cura dell’Avv. Alfredo Buccella
L’Avv. Alfredo Buccella opera come Massimatore ufficiale per Giurisprudenza delle Imprese, la principale raccolta di sentenze di Tribunali, Corti di Appello e Cassazione in materia di impresa. Questo articolo e il Metodo CSA applicano i criteri utilizzati dalla giurisprudenza, analizzati costantemente dall’Avv. Buccella nella sua attività di studio delle sentenze e estrazione dei principi di diritto.
2. La Soluzione Legale: l’articolo 121-ter CPI
Non tutti sanno che il legislatore ha previsto una tutela chirurgica per queste situazioni. L’Art. 121-ter CPI (Tutela della riservatezza dei segreti commerciali nel corso dei procedimenti giudiziari) permette al Giudice, su istanza di parte, di vietare la rivelazione o l’utilizzo dei segreti commerciali oggetto del processo.
Recentemente, presso la Sezione Specializzata Impresa del Tribunale di Milano, ho ottenuto l’applicazione di questo strumento in sede cautelare. Grazie all’Art. 121-ter CPI, è possibile:
- Limitare l’accesso ai documenti: solo al Giudice e ai difensori delle parti.
- Segretare il contenuto dei documenti: attraverso chiavi di accesso che impediscono, a chi non ha le “chiavi”, la visione del documento e a tutti, la copia e la modifica e la trasmissione dei dati riservati.
- Neutralizzare il rischio di “effetto boomerang”: Impedendo che la tutela del know how diventi una nuova vulnerabilità.

3. L’importanza di un difensore specializzato
Qui emerge il vero spartiacque: non tutti i legali conoscono o sanno azionare correttamente l’Art. 121-ter CPI. Molte cause di tutela del know how falliscono o causano danni collaterali perché l’avvocato si limita alla difesa di merito, ignorando la protezione procedurale del dato. Affidarsi a un esperto che padroneggia queste dinamiche significa garantire che la “cassaforte” aziendale resti chiusa proprio mentre se ne rivendica il contenuto.
È in questo contesto che applichiamo il Metodo CSA (Chiarezza, Supervisione, Azione), un protocollo studiato per blindare il patrimonio informativo aziendale prima ancora che la controversia arrivi in aula (trovi l’articolo dedicato cliccando qui).
FAQ per l’Imprenditore: Tutto quello che devi sapere sulla Segretazione
1. Posso davvero impedire alla controparte di vedere i miei dati segreti durante il processo? Sì. Attraverso l’istanza ex art. 121-ter CPI, il Giudice può limitare la visione dei documenti sensibili ai soli legali ed esperti, escludendo i rappresentanti della società concorrente, o predisponendo versioni “omissate” degli atti.
2. Quanto costa richiedere l’ordinanza di segretazione? Il costo è marginale rispetto al valore del segreto protetto. È un investimento procedurale che previene la perdita milionaria derivante dalla diffusione del know-how.
3. La segretazione vale solo per i processi a Milano? No, si applica in tutta Italia, ma le Sezioni Specializzate (come Milano, Roma o Napoli) hanno una sensibilità e una casistica molto più evoluta nel gestire queste misure a tutela del know how e dei segreti industriali.
4. Se non ho protetto i dati prima della causa, posso chiedere la segretazione? L’ordinanza protegge i documenti nel processo, ma per vincere la causa devi dimostrare di aver adottato “misure adeguate” già in azienda (Art. 98 CPI). Il Metodo CSA serve proprio a costruire questa prova.
5. Cosa succede se qualcuno viola l’ordinanza di segretazione? La violazione espone a sanzioni civili pesanti e, in certi casi, a conseguenze penali. L’ordinanza crea un vincolo legale che scoraggia fortemente qualsiasi uso illecito delle informazioni apprese in giudizio.
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Avv. Alfredo Buccella – Diritto delle imprese e concorrenza sleale
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LA GIURISPRUDENZA — Trib. Torino Sez. Impresa, 17/04/2023 n. 1634
La protezione dei segreti commerciali dell’art. 98 c.p.i. non esaurisce la tutela delle informazioni riservate: anche dati privi dei requisiti formali del segreto possono essere difesi con la concorrenza sleale (art. 2598 n. 3 c.c.), quando formano un complesso organizzato e strutturato di informazioni — una vera banca dati — che supera la memoria e l’esperienza del singolo e attribuisce un vantaggio competitivo a chi se ne appropria. Serve però un mezzo illecito di acquisizione: non lo è il semplice utilizzo, da parte di un ex dipendente o ex agente non vincolato da patto di non concorrenza, delle conoscenze e dei rapporti legittimamente maturati.
Cosa significa per te: Anche senza aver “segretato” formalmente i tuoi dati (clienti, fornitori, listini, progetti) puoi tutelarli, se sono un patrimonio organizzato sottratto con mezzi scorretti. Ma se l’ex dipendente usa solo ciò che ha legittimamente appreso e non era legato da un patto, la legge non basta: per questo il patto di non concorrenza è decisivo.