Concorrenza orizzontale e verticale: esempi, differenze e quando c’è concorrenza sleale

Avvocato d'affari mostra a un imprenditore un grafico digitale sulla concorrenza sleale confusoria tra marchi e segni distintivi in uno studio legale di lusso.
Perché si possa parlare di illecito ai sensi dell’art. 2598 c.c., non basta che un segno sia simile a un altro. La condizione essenziale è l’esistenza di un rapporto di concorrenza tra le parti. Ma chi è, tecnicamente, un tuo concorrente nel 2025? Se hai già approfondito che cosa sono gli atti di confusione e che cos’è l’imitazione servile, in questo approfondimento analizzeremo i criteri di interferenza sul mercato che permettono di attivare la tutela legale, anche quando il competitor opera in ambiti apparentemente distanti.

A cura dell’Avv. Alfredo Buccella

L’Avv. Alfredo Buccella opera come Massimatore ufficiale per Giurisprudenza delle Imprese, la principale raccolta di sentenze di Tribunali, Corti di Appello e Cassazione in materia di impresa. Questo articolo e il Metodo CSA applicano i criteri utilizzati dalla giurisprudenza, analizzati costantemente dall’Avv. Buccella nella sua attività di studio delle sentenze e estrazione dei principi di diritto.

1. Concorrenza Orizzontale e Verticale: due esempi concreti

La giurisprudenza delle imprese ha superato da tempo la visione restrittiva della concorrenza. Oggi, lo sviamento della clientela può avvenire su due assi:

L’Asse Orizzontale (Stesso stadio)

È la forma classica: due produttori che vendono lo stesso macchinario alle stesse imprese, o due aziende di servizi che si contendono lo stesso cliente finale. Qui la confusione colpisce direttamente l’atto d’acquisto.

L’Asse Verticale (Stadi diversi)

Qui l’azione legale diventa chirurgica. Si ha concorrenza verticale quando un’impresa danneggia l’altra operando a un livello diverso della filiera distributiva.
  • Esempio: Un produttore di componenti originali e un riparatore che usa un nome simile (o il marchio del produttore) per far credere ai clienti di essere un centro assistenza ufficiale.
  • Il Danno: Lo sviamento avviene perché il pubblico associa la qualità del riparatore a quella del produttore.

2. L’Affinità tra Settori: Quando il Rischio è “Contiguo”

Un errore fatale è pensare: “Lui fa profumi, io faccio creme, non siamo concorrenti”. Se il marchio è simile e i settori sono affini, scatta la concorrenza sleale.

Conclusione

Identificare correttamente il rapporto di concorrenza è il primo passo per impostare qualsiasi strategia di tutela. Quando esiste ambiguità, il rischio maggiore non è subire l’illecito, ma agire nel modo sbagliato.
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Avv. Alfredo Buccella – Diritto delle imprese e concorrenza sleale

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Domande frequenti sulla concorrenza orizzontale e verticale

Che differenza c’è tra concorrenza orizzontale e verticale?

La concorrenza orizzontale è quella tra imprese che operano nello stesso stadio della filiera e si rivolgono agli stessi clienti. La concorrenza verticale riguarda imprese che operano in stadi diversi della filiera, come un produttore e un distributore.

Cos’è la concorrenza orizzontale? Puoi fare un esempio?

È la competizione tra imprese dello stesso livello di mercato: due produttori di calzature, due studi che offrono lo stesso servizio, due negozi dello stesso settore. È la forma di concorrenza più immediata e diretta tra rivali.

Cos’è la concorrenza verticale? Puoi fare un esempio?

Si ha tra imprese poste su stadi diversi della catena del valore: ad esempio un produttore e un suo distributore che inizia a vendere prodotti propri. Pur non essendo concorrenti classici, possono trovarsi in un rapporto concorrenziale rilevante.

Serve un rapporto di concorrenza per parlare di concorrenza sleale?

Sì. Perché si applichi l’art. 2598 c.c. non basta una condotta scorretta: deve esistere un rapporto di concorrenza tra le parti, cioè un’offerta destinata, anche solo potenzialmente, alla stessa clientela.

Cos’è l’affinità tra settori e perché conta?

L’affinità misura la vicinanza tra i prodotti o i servizi di due imprese. Più i settori sono affini, più è concreto il rischio che la clientela li confonda: è un criterio decisivo per stabilire se esiste un rapporto di concorrenza rilevante.

Imprese che operano in stadi diversi della filiera possono farsi concorrenza sleale?

Sì. Anche in un rapporto verticale può configurarsi concorrenza sleale, quando le imprese arrivano a contendersi la stessa clientela finale. Ciò che conta è la condivisione, attuale o potenziale, del mercato di sbocco.